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10 Feb 2012 18:12Due (vecchie) patatine fritte al modico prezzo di duemila euro

È quanto dovrà pagare un gallerista di Monaco di Baviera
allo scultore Stefan Bohnenberger: erano il modello di un'opera
MILANO - Al fast-food all’angolo si possono comprare per meno di due euro una porzione intera di patatine fritte, ketchup incluso. Una galleria d’arte in Germania dovrà invece sborsare 2.000 euro per due patatine andate perse 22 anni fa - oramai secche.
LA SENTENZA - Il querelante: lo scultore tedesco Stefan Bohnenberger. Nel 1990 aveva concepito una graziosa opera d’arte rivestita d’oro e denominata «Pommes d'or». Si componeva di una croce col prezioso metallo realizzata dal calco di due patatine fritte (vere) messe in croce e che l’artista aveva fornito alla galleria "Mosel und Tschechow" di Monaco di Baviera. Accanto ai bastoncini d’oro la galleria esponeva anche il modello originale - le due patate - parte integrante dell'opera. La scultura, tuttavia, rimase invenduta. Nel 2005 Bohnenberger separò il suo percorso professionale da quello della galleria e lo scorso anno chiese la restituzione di tutte le sue opere. Ricevette le sue «Pommes d'or», all'appello mancavano però le due patatine (oramai essiccate) servite da modello. Che i galleristi non riuscivano più a trovare da nessuna parte. Bohnenberger decise perciò di andare in tribunale, perse tuttavia in prima istanza. Il tribunale distrettuale di Monaco non vedeva infatti sufficienti motivi perchè anche le patatine fornite allora come modello dovessero ritenersi un’opera d’arte. La controversia è stata chiarita mercoledì in seconda istanza. La corte d'appello di Monaco di Baviera ha infatti accolto la richiesta dell’artista. E la galleria è stata condannata a pagare per quelle due patatine andate smarrite: 2.000 euro. Più gli interessi. Più il 90% delle spese giudiziarie.
ORO FRITTO - Probabilmente passeranno alla storia come le patate secche più care di tutti i tempi. Ciononostante, anche in questo caso dai giudici non è arrivata nessuna delucidazione se quelle patatine fritte misteriosamente sparite si possano effettivamente definire arte. La corte ha riconosciuto il danno anche grazie alla convincente testimonianza di una collezionista appassionata del lavoro di Bohnenberger, la quale a gennaio aveva giurato in giudizio di essere pronta ad acquistare l’opera e a pagare anche 2.500 euro per quei due insostituibili originali. I giudici non hanno infatti accettato la spiegazione della gallerista Andrea Tschechow che le due patatine erano servite solo «come modello per realizzare un'analoga croce d'oro».
POTENZIALE - Soddisfatto della sentenza, ovviamente, Bohnenberger: «Il castello di menzogne dei due titolari della galleria è crollato su se stesso». Stupita, invece, Andrea Tschechow: «La sentenza è un pessimo segnale per il mercato dell'arte». Rimane una domanda: come sarebbero oggi quelle patatine vecchie di 22 anni? Nessuno lo sa. Neppure se vi sia rimasto ancora qualcosa. Se mai venissero ritrovate, avrebbero un grande potenziale - certamente più preziose della copia in oro.