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Notizie Regionali

10 Feb 2012 18:47Rosarno , arrestati genitori e fratello della pentita Cacciola

- I genitori e il fratello di Maria Concetta Cacciola sono finiti in manette oggi per maltrattamenti e violenze nei confronti della testimone di giustizia suicidatasi, ingerendo acido muriatico, il 22 agosto scorso a Rosarno. I carabinieri e i poliziotti del commissariato di Gioia Tauro hanno stretto le manette ai polsi di Michele e Giuseppe Cacciola, padre e fratello della donna, e la madre Anna Rosalba Lazzaro. Sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, a farla ritrattare usando su di lei una forte pressione psicologica e la minaccia di non farle vedere i figli. Maria Concetta Cacciola aveva lasciato documenti in cui lamentava i maltrattamenti che subiva.

 

Contemporaneamente i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e il Ros hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 11 appartenenti alla cosca Pesce di Rosarno, responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso.

 

 

Le indagini, svolte dai carabinieri alla ricerca del latitante Giuseppe Pesce, hanno consentito di individuare i nuovi soggetti ai cui era stata affidata la direzione strategica e operativa della cosca dopo l'offensiva delle forze dell'ordine che negli ultimi anni hanno colpito i capi.

 

 

Gli investigatori hanno trovato elementi utili in un pizzino scritto da Francesco Pesce, nelle dichiarazioni della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola, dalle dichiarazioni della collaboratrice Giuseppina Pesce (che è cugina di Concetta Cacciola) e da riscontri delle intercettazioni telefoniche.

 

 

''Le cosche dell''ndrangheta temono la collaborazione delle donne", ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Michele Prestipino intervenendo in conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione denominata 'Califfo'. Per questo motivo, ha sottolineato il magistrato, la famiglia della Cacciola ha esercitato su di lei una forte pressione affinché ritrattasse le dichiarazioni.

 

 

Maria Concetta Cacciola si è tolta la vita a 31 anni ingerendo acido muriatico nel bagno di casa a Rosarno. La testimone di giustizia, figlia del cognato del boss Gregorio Bellocco e moglie di Salvatore Figliuzzi che sta scontando una condanna in carcere, aveva iniziato a raccontare agli inquirenti quello che sapeva sulla cosca. Le sue dichiarazioni avevano fatto trovare due bunker utilizzati dai latitanti della cosca. Dopo le prime dichiarazioni, però, ha iniziato a subire forti pressioni psicologiche della famiglia, soffrendo per non poter vedere i figli, e il 10 agosto scorso era tornata nel suo paese. Dopo una decina di giorni si è suicidata. Aveva lasciato un file audio in cui sosteneva di aver inventato tutto ed essere disposta a dire ogni cosa perché voleva andarsene da casa.

 

 

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